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Premesso che come poeta sono un’autentica frana, a volte, come diceva Foscolo, certe passioni sopravvivono come il calore di fiamma lontana. Una sola volta, nella mia vita, ho scritto una poesia d’amore, un sonetto addirittura, per un amore impossibile, come impossibili sembrano tutti gli amori dei giovani. Questo, impossibile lo era veramente: una donna sposata, che viveva in Australia, paese che non avevo alcuna speranza di rivedere, e che infatti non avrei mai più rivisto. Si chiamava Alida, nipote di un noto cantautore scomparso alcuni anni fa. Ne dico tranquillamente il nome, perché fu un’amore pulito, che non deve vergognarsi di nulla. Il sonetto non è che uno zibaldone di reminescenze leopardiane, petrarchiane, con qualche influsso del Della Casa. Ma era, allora, spontaneo e sincero, per cui, invece di immetterlo in qualche blog o su Facebook, preferisco che questo sia il suo posto, ove nessuno verrà a disturbarlo. Nel sonetto, le luci sono quelle meravigliose di Perth, l’altro volare quello dell’aereo, l’uomo che vuol stare in piedi sul mare è il serfista con la sola asse, gli occhi dovettero far l’abitudine al cielo perché l’eccezionale luminosità del cielo australe non permetteva nemmeno l’uso di lenti a contatto; infine, non seppi no ammirare le costellazioni dell’altro polo: e chi le guardava?! la mia stella era altrove.

 

 

 

Photo: Collins Street, Melbourne, Vic., Australia (don’t know the date, but many years ago).

Collins Street, Melbourne

 

 

LA CROCE DEL SUD

 

 

S’io avessi l’ali da volar per mare

E monti e terre, in cielo, ad ogni ora,

Sia notte o dì, ad inseguir l’aurora

Me ne anderei, fin quando alle più care

 

Luci ch’io vidi in ben altro volare

Non ne giungessi, a rivedere ancora

L’onda fremente che ’l pensiero accora

D’uom che sul mare in piedi vuole stare

 

E il cielo luminoso, e terso tanto

Che gli occhi vi dovettero far l’uso;

E delle stelle il ben diverso manto

 

Ch’io non seppi ammirar. Ed or confuso

Attendo pur d’udire al dolce pianto

Che nasce dal mio cuore disilluso.

 

 

(Forlì, 28 febbraio)

 

 

 

© Angelo "quixote" Fregnani

04.06.2010—> 11.07.2012